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Giancristiano Desiderio continua il suo viaggio tra filosofia e football, dopo il successo di Platone e il
calcio.
La filosofia, come gioco della vita, si fonda su regole calcistiche: per filosofare bisogna saper mettere la vita in
gioco.
Per giocare a calcio bisogna entrare in campo, per fare filosofia, come capģ e fece
Socrate, bisogna entrare nell'agorą. Il gioco del calcio si basa su quello che Gadamer - il Platone del Novecento - chiamava il
«circolo ermeneutico»: il sapere del giocatore non č l'astratto punto di Archimede ma č il gioco stesso che coinvolge il suo essere e pensare.
L'intelligenza, il carattere, la forza, persino l'astuzia e la cattiveria di un calciatore hanno senso solo in campo e,
all'inverso, perdono significato quando il giocatore č in fuorigioco. La
filosofia, come gioco della vita, si fonda su regole calcistiche: per filosofare bisogna saper mettere la vita in
gioco. Socrate lo fece in modo esemplare e a tutti, «giocando» con la vita e la
morte, ha donato la filosofia.
Giancristiano Desiderio, dopo Platone e il calcio, propone ora Socrate in campo, in cui mostra come il calcio non sia solo la metafora della vita ma anche un paradigma conoscitivo in cui il pensiero e la vita,
giocando, si condizionano a vicenda. Risultato? Il calcio, con la sua
pluralitą, č il migliore antidoto a ogni minaccia di autoritarismo e
totalitarismo.
Giancristiano Desiderio (Pompei, 1968) Č vicedirettore de «L'indipendente». Nel 2003 ha pubblicato Morte (senza nostalgia) dell'Intellettuale e Le uova e la frittata. Filosofia e libertą in Benedetto Croce, Hannah Arendt, Isaiah Berlin. Per Limina ha pubblicato Platone e il calcio
ヨ
saggio sul pallone e la condizione umana. Vive tra Roma e
Benevento.
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